Di il 26 Feb 2021 in Punti di vista, Blog | nessun commento

Le forniture a programma sono vantaggiose, ma hanno regole ben precise

L’azienda che ha un prodotto in pronta consegna, lo vende. Chi non lo ha disponibile in magazzino e necessita di tempo per produrlo, non lo vende (o comunque lo vende meno). Questo è un dato di fatto, la diretta conseguenza dell’era drogata da Amazon Prime di cui parlavo qualche tempo fa.
Immaginate di dovervi recare in negozio (o di andare su un ecommerce) per comprare un nuovo smartphone, uno specifico nuovo smartphone. E poi immaginate di non trovarlo perché “disponibile fra due settimane”. Magari l’appassionato di tecnologia e in particolare di telefoni sarà disposto ad aspettare perché vuole proprio quel modello. Ma tutti gli altri no. Probabilmente ne cercheranno un altro con caratteristiche analoghe, che magari costerà anche un po’ di più, ma che sarà DISPONIBILE SUBITO.
Ecco: questo è quello che succede. Un po’ in tutti i settori del B2C soprattutto, ma anche del B2B. Inutile dire che questa dinamica si ripercuote anche sul fornitore.

E inutile dire che questa dinamica tocca inevitabilmente anche noi.
Mi capita infatti di sentir dire da qualche cliente che i nostri tempi di consegna sono lunghi. Da attento ascoltatore, ovviamente, cerco di valutare le critiche facendo delle analisi, ma le soluzioni che mi vengono in mente non sono così facili da realizzare come si potrebbe pensare in taluni casi.

Intanto – e qui mi riferisco ovviamente all’esperienza diretta di MICROingranaggi – quando riceviamo critiche sui tempi di consegna troppo lunghi riguardano unicamente forniture di particolari a disegno del cliente, per le quali va acquistata la materia prima, vanno organizzate le fasi di lavoro che quasi sempre coinvolgono tutti i reparti aziendali, ma anche fornitori esterni (pensiamo, per esempio, ai trattamenti termici). I prodotti, come noto, sono ingranaggi e/o pezzi meccanici di precisione, che – di conseguenza – non possono prescindere da processi rigorosi che devono essere rispettati al 100%. Non posso, per esempio, decidere di rivolgermi a un nuovo fornitore per il trattamento termico per accorciare i tempi; sono i clienti stessi a impormi – per ovvie ragioni – di appoggiarmi sempre agli stessi.
Inoltre, una volta pronti per poter essere spediti, i particolari prodotti devono essere corredati dai relativi documenti della qualità, che – com’è facile immaginare – non possono essere redatti prima di aver realizzato i pezzi.

Insomma, comunque la si giri,

per ogni pezzo da produrre partendo da un disegno del cliente c’è un lead time ben preciso, un lasso temporale che va dal momento dell’ordine alla consegna del pezzo finito che non può essere compresso ulteriormente. Ma non per disorganizzazione, proprio perché tecnicamente non si può comprimere. Perché il lead time è quello previsto dal ciclo produttivo.

Ora nel caso di prodotti a marchio MICROingranaggi possiamo valutare se e quando fare magazzino così da rifornire i nostri clienti nei tempi più rapidi possibile. Ma se il pezzo è a disegno di qualcun altro, il magazzino non possiamo farlo noi. Sarà chi ha fatto il disegno a dover decidere se vale la pena fare magazzino (con rischi e costi annessi) oppure – una volta a conoscenza del lead time del pezzo in questione – a doversi organizzare di conseguenza e fare la richiesta per tempo.

Ciò che in genere proponiamo – al fine appunto di ridurre i tempi di consegna – è di inviarci dei programmi di fornitura (possibili, certo, solo con codici che abbiano un minimo di storicità) che ci permettano di organizzare la produzione.

Ci siamo accorti che negli ultimi tempi la richiesta di forniture a programma sta aumentando, proprio perché vantaggiosa sia per noi fornitori che per i clienti. Al tempo stesso, però, stanno crescendo anche alcune criticità legate a questa soluzione. Criticità che ci hanno portati, nel tempo, a definire regole solo apparentemente scontate. Come ad esempio l’impegno del ritiro di quanto prodotto anche in caso di variazioni e modifiche, o come un minimo di programmazione anticipata dei ritiri, e via dicendo.
Perché c’è sempre il cliente che a inizio anno fa un ordine di 10mila pezzi da consegnare indicativamente in 12 mesi, e poi – dopo poco – chiama chiedendoli tutti subito. Richiesta alla quale – come potrete ben immaginare – non è possibile dare seguito.