Di il 21 Feb 2018 in Punti di vista, Blog | nessun commento

I clienti accettano di acquistare prodotti di qualità e di pagarne il giusto prezzo?

La qualità ha un costo ed è logico che sia così. Ma non tutti sono sempre disposti a pagarla. E anche questo è abbastanza logico. Come scrissi in un post di qualche tempo fa è legittimo desiderare e chiedere di pagare meno un prodotto di qualità, ma lo è altrettanto stabilirne un prezzo corretto seguendo una logica che tenga conto di diversi fattori.
Questa è la regola di massima, poi ogni epoca ha avuto le sue tendenze.
La domanda però che vorrei porvi è: secondo voi oggi a che punto siamo? In altre parole

i clienti accettano di acquistare prodotti di qualità e di pagarne il giusto prezzo?

Per dirvi quello che penso, parto da una premessa.
Se mi volto a guardare indietro, noto che fino ai primi anni Duemila era necessario produrre tanto per riuscire a soddisfare le richieste del mercato. Poi è arrivata la crisi che ha portato in linea di massima a una sovrapproduzione ponendo – tra le maggiori difficoltà – quella di riuscire a vendere ciò che veniva prodotto. Oggi finalmente si parla di ripresa, che – anche se in modi diversi – sta coinvolgendo un po’ tutti, e lo scenario si è modificato un’altra volta.

Anche dal lato acquirenti la situazione si è evoluta. Prima della crisi si vendeva un po’ di tutto (passatemi il termine) e un po’ a tutti i costi perché, dall’altra parte, c’era chi acquistava ciò di cui aveva bisogno, cercando sì di ottenere prezzi convenienti, ma senza esserne ossessionato.
Con l’avvento della congiuntura economica tutto è cambiato. La sola cosa che pareva essere importante era risparmiare e quindi l’unico fattore da considerare nell’acquisto di un prodotto (qualunque esso fosse) era il prezzo.

Questo modo di fare a mio avviso ha inevitabilmente generato delle dinamiche distorte ed è proprio in questi ultimi tempi di ripresa che le persone hanno iniziato a comprendere che cosa voleva dire pagare poco un prodotto. Perché, e questo va sottolineato,

non si poteva (e non si può) pensare di acquistare un prodotto di pari qualità pagandolo un terzo del prezzo (a meno che, ovviamente, chi me lo sta vendendo non sia disonesto, ma quella è un’altra storia).

Acquistare un prodotto a un prezzo molto più basso di quello di mercato significa comprare qualcosa che, molto probabilmente, è diverso da quello che si ha in mente. Qualcosa che, magari non nell’immediato, può provocare delle problematiche. Problemi che, a loro volta, possono causare un danno d’immagine alla mia azienda; oppure che possono generare problemi economici. Se non addirittura arrivare anche a guastare rapporti con clienti, dealer, centri assistenza e così via. Ciò nonostante,

nel periodo di crisi sembrava che l’unica cosa davvero importante fosse acquistare a un costo basso per produrre e immettere sul mercato prodotti a prezzi competitivi, perché altrimenti non si sarebbero venduti.

Oggi questa dinamica fortunatamente sembra essere cambiata. Lo vedo dalle richieste che MICROingranaggi riceve, dai progetti che stiamo sviluppando, dai capitolati che ci vengono stesi nelle condizioni. Ovvio, nessuno scriverà mai che è disposto a pagare un prodotto a qualsiasi cifra (perché tanto il costo non è più un problema), ma c’è una evidente maggiore attenzione alla qualità e questo nuovo approccio traspare in maniera intrinseca dalle attività quotidiane in cui siamo impegnati.
Da quello che vedo quindi

il periodo di crisi ha innescato un modo di pensare diverso da quello di un tempo, un atteggiamento che parte dall’avere una maggiore attenzione per i costi, ma pur sempre a fronte dell’acquisto di prodotti di qualità. In altre parole, la mia impressione è che oggi si sia portati a effettuare acquisti in modo più intelligente di un tempo.

E questo potrà anche essere fisiologico, ma è sicuramente positivo. Non pensate?