Di il 20 Giu 2019 in Punti di vista, Blog | nessun commento

Parliamo di HR: quanto è difficile trovare Human Resources competenti e preparati?

Qualche settimana fa ho ricevuto il curriculum di un tornitore da parte di un’agenzia interinale con cui NON avevamo mai collaborato (probabilmente il profilo di MICROingranaggi era finito nel suo database).
Che bella notizia!, ho subito pensato leggendo la mail che accompagnava il CV. Avevamo da poco assunto una persona per questo ruolo, ma – visto e considerata la fatica che avevamo fatto per trovarla e tenendo conto del momento particolarmente florido che stiamo attraversando – sarei stato ben disposto a valutare seriamente l’assunzione di un altro tornitore.
Allora ho aperto il curriculum e, con grande sorpresa, ho scoperto che il professionista che l’agenzia mi stava proponendo aveva come un’unica esperienza lavorativa quella fatta nel reparto tornitura di una falegnameria.

Ora non credo sia necessario specificarlo in questa sede, ma voglio farlo lo stesso: c’è una notevole differenza tra un tornitore specializzato nel settore del legno e un tornitore specializzato invece nel comparto della meccanica. È un po’ come se parlassimo di un medico e di un avvocato.

Tutto questo per dire che se trovare personale tecnico specializzato è un’impresa quasi impossibile,

piuttosto complesso è anche riuscire a trovare Human Resources (i cosiddetti HR) competenti e preparati.

Persone, in altre parole, magari anche con un certo titolo di studio nell’ambito delle risorse umane, ma che poi siano preparate anche quando entrano nel vivo del lavoro.

L’agenzia in questione, vale a dire quella che ci ha inviato spontaneamente la candidatura, non aveva sottomano tutti dettagli relativi alla figura professionale specifica che stavamo cercando, ma ciò, a parer mio, non è una buona giustificazione per proporre un tornitore specializzato nel settore del legno a un’azienda meccanica.

E con questo non voglio dire male della persona – magari un ragazzo o una ragazza giovane alle prime esperienze lavorative – che nello specifico ha deciso di mandarci quel curriculum. Dico però che chi lo ha messo/a in quella posizione, lo ha fatto senza fare formazione, perché non è possibile che una professionista specializzato nella ricerca di personale non conosca la differenza tra il tornire le gambe di un tavolo e il tornire pezzi di acciaio.

La formazione, non finirò mai di ripeterlo, è fondamentale, qualunque sia il settore di riferimento. Così come lo sono i continui aggiornamenti del personale.

Potrei fare decine di esempi come questo. C’è chi mi dice che – data la mia “veneranda età lavorativa” – finisco per dare troppe cose per scontate, ma io non ne sono così convinto.

Mi piacerebbe sapere se qualcuno di voi si è mai trovato in situazioni analoghe e che opinioni ha sugli HR con cui collabora

(indipendentemente dal settore di riferimento o dal reparto).

Perché alla fine, quello che realmente mi preoccupa in termini generali non è tanto il fatto di aver ricevuto il curriculum della figura sbagliata; in casi come questi tuttalpiù ci si fa una risata o, al massimo, si perde qualche decina di minuti per fare il colloquio a una persona che poi non si riesce ad assumere. Ciò che preoccupa è l’aspetto psicologico di chi va a fare un colloquio in cerca di lavoro – magari un professionista momentaneamente disoccupato che versa in una particolare condizione emotiva – e che si trova di fronte HR poco competenti. Ecco, a parer mio, l’idea di mettere un aspetto così importante della propria vita nelle mani di figure così poco preparate finisce per essere tutt’altro che rassicurante…

Sbaglio?