Di il 10 Dic 2014 in Punti di vista, Blog | 4 commenti

Interpretare un disegno incompleto

Da oltre quarant’anni MICROingranaggi progetta e produce microcomponentistica meccanica ed elettromeccanica di precisione. Non lo scrivo per fare pubblicità alla mia azienda, né tantomeno perché sento la necessità di spiegarvi quello che facciamo (anche perché è probabile che molti di voi già lo sappiano).
La ragione per cui lo scrivo è che, in tutti questi anni, mi sono reso conto che periodicamente ricorrono alcune situazioni.

Mi riferisco, per esempio, al caso in cui un potenziale cliente ci contatta per avere il preventivo relativo alla produzione di un determinato componente meccanico. Nel farlo, però, capita che ci invii un disegno incompleto.
Quando succede a livello generale accade questo. Il buyer di una potenziale impresa cliente di MICROingranaggi riceve dal suo ufficio tecnico il disegno del pezzo di cui si è resa necessaria la fornitura e lo invia a tre o quattro diversi possibili fornitori per richiederne il preventivo, con l’obiettivo, com’è facile immaginare, di acquistare quel pezzo al minor costo possibile.
Chi riceve quel disegno, però, si rende conto che in realtà è incompleto. Che mancano, cioè, alcuni dei dati fondamentali necessari per emettere un preventivo corretto. E per ‘dati fondamentali’ intendo informazioni estremamente importanti come l’indicazione del materiale, le tolleranze geometriche, le tabelle di dentatura, le finiture superficiali, e così via.

Cosa succede in questi casi? Accade che l’interpretazione di quel disegno diventa a discrezione di chi lo legge. Vale a dire, cioè, a discrezione di chi successivamente dovrà completarlo con i dati che mancano per poter emettere un preventivo. E la quotazione, a sua volta, dovrà essere estremamente dettagliata per giustificare al potenziale cliente a che cosa corrisponde quel prezzo. Vien da sé, però, che quando vengono coinvolte più aziende nell’emissione di uno stesso preventivo e il disegno di partenza è incompleto, il più delle volte le quotazioni emesse sono estremamente diverse le une dalle altre, proprio perché le interpretazioni date a quello stesso disegno risultano differenti.
E quindi di quale componente ha realmente bisogno l’impresa cliente? Generalmente è molto difficile da stabilire a priori, specie se il buyer fa la sua scelta senza consultare l’ufficio tecnico della sua azienda, ma basandosi principalmente sull’offerta più allettante dal punto di vista economico.
In molti di questi casi la conseguenza è che il pezzo acquistato e fatto produrre si riveli, poi, non idoneo all’applicazione per cui era stato richiesto. A quel punto, però, la fornitura non è più contestabile, poiché non si può contestare qualcosa che non è stato specificatamente indicato in partenza, soprattutto quando il pezzo che poi viene fornito è conforme al disegno.

Penso sia importante, quindi, ribadire ancora una volta l’importanza di saper redigere una descrizione completa dei componenti di cui si ha bisogno.

Vi siete mai trovati in una situazione come questa? Cosa ne pensate?