Di il 3 Set 2020 in Senza categoria, Punti di vista, Blog | nessun commento

Il mercato del lavoro attuale è diventato molto, molto più selettivo

Buon rientro e buona ripresa a tutti!

Non dico nulla di nuovo nell’affermare che la primavera che ci siamo lasciati alle spalle è stata molto dura per tutti. E che quindi la pausa di agosto – che in MICROingranaggi abbiamo deciso comunque di mantenere come al solito di due settimane – è stata rigenerante.

Ricordo che alla ripresa ufficiale delle attività, nel mese di maggio (e quindi subito dopo il lockdown), avevamo dovuto riprogrammare tutta la produzione, dando ovviamente priorità agli ordini pervenuti prima che l’emergenza sanitaria iniziasse e andando a inserire, solo a seguire, quelli pervenuti durante il lockdown. Un lavoro lungo e complesso, intervallato da discussioni (spesso estenuanti) con alcuni clienti sulle nuove tempistiche di consegna stabilite. Quasi come se tutto quello che era appena successo e stava ancora succedendo non dovesse avere conseguenze sull’operatività quotidiana di un’azienda.

Quindi, nell’augurio più grande che la brutta esperienza dei mesi passati sia solo un ricordo,

voglio ripartire con un pensiero positivo, legato a un libro che ho letto di recente.

‘Non è un lavoro per vecchi. Quando una passione diventa business’ mi è piaciuto particolarmente perché è la sintesi di come si possa dare vita a qualsiasi cosa in ambito lavorativo, se si hanno i giusti stimoli. L’autore del libro – Riccardo Pozzoli – di fatto inventa mestieri che ancora non esistono ed è un ottimo esempio di come oggi l’economia possa svincolarsi completamente dai lavori tradizionali.

Mi spiego meglio. Quando andavo a scuola chi studiava ragioneria poi finiva inevitabilmente per fare quasi solo ed esclusivamente il ragioniere o comunque l’impiegato. Chi studiava meccanica, poi faceva il meccanico o il carrozziere. E via dicendo. I lavori erano quelli, punto e basta. Non se ne potevano fare altri. Erano tanti, erano facili da trovare, erano ben retribuiti, ma erano comunque sempre quelli.
Oggi è tutto diverso. Ci sono lavori – spesso legati al digitale (anche se non sempre) – che sono di fatto la dimostrazione che giovani in gamba (e Riccardo Pozzoli, a mio avviso, lo è sicuramente) possano fare grandi cose.

Bene: il libro parla proprio di quella categoria di giovani per cui ho una grande ammirazione.
Da una parte si dice, infatti, che oggi i ragazzi abbiano molta più difficoltà a trovare nuovi posti di lavoro e questa affermazione ha sicuramente un suo fondo di verità. Ma il discorso vale – a parer mio – principalmente per chi si ostina a mantenere una mentalità che ormai è passata, che è fuori tempo massimo. Una mentalità che forse una volta andava bene, ma oggi non più.

Con la giusta mentalità, le giuste ambizioni, i giusti stimoli, le giuste capacità e, ovviamente, anche tanta voglia di lavorare e di mettersi in gioco, secondo me le prospettive oggi sono di gran lunga superiori a quelle che c’erano una volta.

Il mercato del lavoro attuale è diventato molto, molto più selettivo. E l’emergenza Coronavirus, secondo me, rafforza ulteriormente questa dinamica. Siete d’accordo?

Vi lascio alle vostre riflessioni…


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