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Personale tecnico specializzato: come valutarlo a priori?

Immaginiamo di trovarci in questo scenario: la nostra azienda sta vivendo un momento di forte crescita, al punto che – tra le varie cose da fare – occorre anche incrementare l’organico il più velocemente possibile.
La Grande Crisi di questi ultimi anni ci ha ha lasciato una fisiologica esigenza di ponderare in modo ancora più oculato gli investimenti da effettuare, ma mentre nel caso dell’acquisto di un macchinario abbiamo a disposizione elementi più concreti e tangibili per fare le nostre valutazioni, quando si tratta di persone occorre ancora affidarsi molto al proprio istinto.

Della difficoltà nel riuscire a trovare personale tecnico specializzato abbiamo già parlato più volte in questo blog: da un lato decidere di assumere giovani periti meccanici neodiplomati significa anche mettere in bilancio che – per quella che è la nostra diretta esperienza – ci vogliono mediamente circa dieci anni prima che queste figure siano completamente autonome; il che comporterà di conseguenza anche dei costi. Dall’altro invece dobbiamo essere consapevoli del fatto che trovare figure altamente specializzate e già esperte in una specifica nicchia di mercato (come potrebbe per esempio essere la micromeccanica di precisione in cui opera MICROingranaggi), e quindi in grado di essere operative da subito, sono decisamente difficili da trovare; oltre che – anche in questo caso – costose.

Si tratta di un problema che coinvolge molte imprese del nostro paese, e spesso può essere anche causa di un rallentamento nella crescita aziendale.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha annunciato che nel pacchetto ‘Impresa 4.0’  – fase due del Piano di sviluppo attuato dal Governo in tema di Industry 4.0 – sarà previsto anche un credito di imposta per la formazione digitale (e che probabilmente sarà pari al 50% delle spese destinate dall’impresa a questo scopo). Si tratta di un segnale certamente positivo, ma che viene – al momento – declinato solo per le competenze legate alle tecnologie dotate dei requisiti previsti dal piano di Governo in tema Industry 4.0.

Questo significa che trovare personale tecnico specializzato resta comunque una difficoltà concreta per noi produttori a cui si affianca un’altra criticità:

spesso valutare a priori il reale livello di preparazione di un operaio specializzato è davvero complesso.

Un discorso, questo, che vale per molti comparti e che sicuramente coinvolge anche il nostro. Quando infatti capita di riuscire a trovare personale che ha già un livello alto di specializzazione esattamente nel nostro campo specifico, resta comunque la difficoltà di valutare a priori tale professionista perché,

oltre alle competenze tecniche, andrà tenuto in considerazione anche il metodo di lavoro: ciascuno infatti interpreta, personalizza e si muove in un contesto lavorativo come ritiene più opportuno e sulla base delle proprie esperienze pregresse.

Quello del metodo di lavoro, in particolare, è un tema che – rispetto a un tempo – ci preoccupa molto meno. Una volta infatti tenevamo molto più in considerazione il modo di lavorare della persona che stavamo assumendo, mentre oggi – dopo aver stabilito e collaudato il nostro e dopo quindi aver constatato che funziona – desideriamo che chi lavora per noi lo adotti fin da subito. Vien da sé poi che, se una volta messo in pratica, qualcuno avesse delle migliorie da proporre dettate dalla sua personale esperienza, saremo ben felici di valutarle. Ma quello secondo me è uno step successivo…

Cosa pensate a questo proposito? E cosa fate per valutare il livello di preparazione di un operaio specializzato prima di assumerlo?

di Stefano Garavaglia

È il CEO di MICROingranaggi, nonché l'anima dell'azienda.
Per Stefano un imprenditore deve avere le tre C: Cuore, Cervello, Costanza.
Cuore inteso come passione per quello che fa, istinto e rispetto per il prossimo. Cervello inteso come visione, come capacità a non farsi influenzare da situazioni negative. Costanza perché un imprenditore non deve mai mollare.

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